PICCOLO MONDO ANTICO (1941)
22 Luglio 2026
Francesco De Maria

Ho sempre avuto una predilezione per alcune tendenze ed orientamenti cinematografici, come ad esempio per quella tendenza del cinema Italiano che va sotto il nome di Cinema Calligrafico, entro il quale questo "Piccolo Mondo Antico", di Mario Soldati (1906-1999) uscito il 10 Aprile 1941 costituisce uno dei più fulgidi esempi.
Amo particolarmente questo tipo di Cinema non solo per la bellezza e per l'eleganza figurativa, l'accuratezza scenografica il rigore nella ricostruzione etc ma anche perchè fu un cinema coraggioso, di punta, che se non altro provò a rinnovare, e fortemente, il Cinema Italiano dei primi anni Quaranta.
Provò: ma non riuscì del tutto, e questo a causa di una incomprensione che lo circondò, fin da subito. Il Cinema Calligrafico (quello dei vari Mario Soldati, Ferdinando Maria Poggioli, forse il vero e proprio capofila, Luigi Chiarini e dei giovani Renato Castellani ed Alberto Lattuada) pur mantenendo qualche labile legame con il precedente cinema dei Telefoni Bianchi, lo nega, fin quasi alla radice, tentando di conferire un respiro autenticamente internazionale al Cinema Italiano,allontanandolo dal provincialismo del regime e ponendolo in un equilibrio dinamico e dialogante con la grande tradizione letteraria e pittorica, soprattutto nazionale.
Ma in quegli stessi anni in Italia stava crescendo una nuova generazione di critici cinematografici ed intellettuali (alcuni futuri registi come Giuseppe De Santis e poi lo stesso Antonio Pietrangeli, ma non solo) che si muovevano su coordinate teoriche improntate al realismo o comunque alla rappresentazione autentica del vissuto popolare (ed in questo senso infatti erano tutti legati alla realizzazione dell'esordio folgorante di Luchino Visconti, "Ossessione", del 1943).
Quei giovani critici riservarono parole dure a questo cinema, visto comunque come escapista (anche se in un modo diverso da quello dei Telefoni Bianchi).
Guardavano a questa tendenza con un filtro rigido: il Cinema Calligrafico fu un cinema coraggioso, di ricerca, che faceva dialogare in sè Cinema, Pittura, Letteratura.
Cura formale ed autonomia espressiva del Cinema, questi i capisaldi del Cinema Calligrafico, e questo lo si vede bene in "Piccolo Mondo Antico", appunto, tratto dall'omonimo romanzo di Antonio Fogazzaro e girato, si badi bene, proprio nei luoghi reali nei quali il romanzo era ambientato, la Valsolda e le sponde del lago di Lugano.
Questo è un dato molto importante che non fu pienamente colto: questo film, ma non solo, uscì dai teatri di posa, Soldati cercò una presa autentica sulla realtà, e non solo: in tal modo strutturò al meglio il paesaggismo del film.
E in questo senso riuscì, proprio attraverso il paesaggismo (la Messa in Quadro significativa e poetica dei paesaggi montani e lacustri) riuscì a far dialogare il film con tutta una tradizione pittorica,
"Piccolo Mondo Antico" è un film crocevia nel quale vari linguaggi artistici si compenetrano e si arricchiscono vicendevolmente.
Ed il film non è assolutamente escapista, se solo pensiamo che si confronta con la stessa tematica risorgimentale, all'epoca fascista un tema caldo dal momento che lo stesso Risorgimento fu dal regime retoricamente monopolizzato.
Ecco, in "Piccolo Mondo Antico" non c'è retorica, e anche questa è una caratteristica molto importante. E' presente se vogliamo una certa intensificazione melodrammatica (ma quasi pudica, pensiamo solo a come viene risolta visivamente la morte della figlioletta di Franco e Luisa).
Sopra ho parlato del paesaggismo, caratteristica fondamentale del film senz'altro ma importanza speculare la assumono anche gli interni, il film si organizza visivamente su questa dinamica interni/esterni, e gli stessi spazi domestici assumono un grande significato.
Proprio perchè sono quasi un pretesto per mostrare il puntiglio scenografico che farà scuola, non dimentichiamolo (come può non venire alla mente lo stesso Luchino Visconti?) ed infatti il cinema del grande regista intrattenne legami specifici con il Cinema Calligrafico (soprattutto con quello di Poggioli):
Gli spazi domestici sono luoghi di conflitti emotivi, psicologici, di dilemmi morali: i paesaggi naturali fanno da rispecchiamento dello stato d'animo dei personaggi.
In questo senso davvero il film è erede della grande lezione Romantica.
Io considero "Piccolo Mondo Antico" insieme a "Malombra" uno dei conseguimenti più alti di Mario Soldati, ma non solo: uno dei risultati di punta, film che svetta all'interno del panorama cinematografico Italiano dei primi anni Quaranta.


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