CITIZEN KANE (1941)
3 Agosto 2026
Francesco De Maria

L'intera storia del Cinema è intervallata da esordi folgoranti, ed uno è questo, per l'appunto, "Citizen Kane" (da noi in Italia distribuito con il titolo di "Quarto Potere") uscito il 1 Maggio 1941 del giovane esordiente (ma già celebre in ambito teatrale e radiofonico) Orson Welles (1915-1985).
Ci troviamo al cospetto di un film dirompente il quale rompe moltissimi schemi e parametri, creando terreno fertile per nuovi orientamenti.
"Citizen Kane" anche se questo aspetto viene poco citato è un film della sue poca, ha radici in tutto quel cinema Americano soprattutto dei tardi anni Trenta vuoi per alcune soluzioni di Montaggio rapido vuoi per l'attenzione riposta al mondo della stampa e agli intrecci con politica e affari (e a tale riguardo come fa a non venire in mente Frank Capra?) e tra l'altro Orson Welles stesso confermò più volte che prima di girare questo suo capolavoro guardò attentamente, studiò "Stagecoach" di John Ford, del 1939.
Al contempo stiamo parlando di un film "nuovissimo" per la sua epoca, avanguardistico che getta semi lontano, in avanti: anzi, da un lato fa proliferare già nel corso degli anni Quaranta tutta una tendenza di rottura della linearità narrativa, di moltiplicazione del punto di vista all'interno del Noir e dall'altro mostra una possibile via al Cinema Moderno che nascerà molto tempo dopo, diciamo dalla fine degli anni Cinquanta.
Il film si concentra sul magnate della stampa Charles Foster Kane, sulla sua vita, sul suo titanismo e la sua volontà di potenza: ma siamo alle prese con un personaggio non univoco, bensì rifiltrato e narrato secondo il punto di vista di ogni singolo personaggio che lo ha conosciuto.
Ecco perchè sopra ho parlato di "punto di vista" perchè questa nozione assume nel film non solo un ruolo fondamentale ma si fa perno, ragion d'essere dell'opera.
Il film è innegabilmente un capolavoro assoluto, solo che, come è mostrato bene da alcuni studiosi di Cinema (ma questo non toglie nulla al valore del film) Orson Welles non "inventa" niente: ad esempio la Profondità di Campo o i contrasti luministici esistevano già ovviamente (anche se parzialmente caduti in disuso) in tutto il Cinema precedente, solo che la grandezza del regista sta nel ripropore con forza, in maniera organizzata, sistematizzata, pensata tutte quelle forme cinematografiche, tra la'ltro concentrate in una sola opera.
In questo senso, per me, "Citizen Kane" è davvero un film enciclopedico, e nel suo enciclopedismo getta le basi per una virata modernista della Settima Arte.
La Profondità di Campo conferisce ampia prospettiva all'Inquadratura, pone tutti i personaggi all'interno del quadro in relazione, diretta o indiretta fra loro: in relazione significante.
L'identità di Charles Foster Kane (il quale, non dimentichiamolo, è impersonato dallo stesso Orson Welles) è frantumata attraverso la narrazione degli altri personaggi, ma non solo: parallelamente la stesa struttura narrativa del film risulta frantumata, spezzata, "Citizen Kane" è un film che problematiiza le nozioni stesse di identità, di tempo e di narrazione.
E non solo: nel film viene smitizzata la figura dell'uomo di successo, avido di potere e di controlo, estremamente ambizioso, proprio decostruendone l'identità, svelandone i traumi non elaborati il dolore non espresso (pensiamo alla slitta "Rosebud").
Questa stessa inclinazione smitizzante era fortemente innovativa ed essa stessa getta i semi per tuto un cinema a venire.
Un altro elemento fondamentale sul quale vale la pena riflettere è il barocchismo scenografico: le scenografie, spesso, fanno da riflesso e contrappunto alla propensione titanica del protagonsita, perchè in "Citizen Kane" tutto è grande.
Gli stacchi di Montaggio sono pochi perchè il film si struttura sulla profondità di Campo e dunque anche sul Piano Sequenza, come a volere una presa più diretta sulla realtà, nozione quest'ultima sempre ambigua e sfuggente ancora di più nel Cinema.
Orson Welles in "Citizen Kane" scompone la stessa realtà, la frantuma, in questo senso "Citizen Kane" diventa quasi un film astratto, astrattista, in modo occulto, non manifesto, ma assai significarivo.
Difficile scrivere sinteticamente su un film come questo, e questa rimane un'ulteruore prova del fatto che ci troviamo di fronte ad un cpolavoro assoluto dell'intera storia del Cinema mondiale.


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