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BURKE E HARE (2010)

1 giu
Tempo di lettura: 3 min

1 Giugno 2026


Francesco De Maria


Dopo molti anni torno a trattare del cinema di John Landis (1950), qui trovate il link a un mio precedente articolo http://slisso.wixsite.com/cineprospettive/single-post/2016/12/12/UN-LUPO-MANNARO-AMERICANO-A-LONDRA-1981. e più nello specifico andrò ad esaminare un film probabilmente meno citato e conosciuto del regista come "Burke e Hare" uscito il 29 Ottobre 2010, un film basato su una storia vera, quella dei trafugatori di cadaveri originari dell'Ulster ed operanti in Scozia, ad Edimburgo, Burke e Hare.

Solo che non bisogna aspettarsi un film storico, biografico, una sorta di resoconto storico (ma si badi bene, l'Edimburgo del 1827-1828 è ricostruita con grande accuratezza) ma una Commedia (tra l'altro spassosa), non solo: un film intriso di Humor Nero, anzi nerissimo, e che vira decisamente verso la demenzialità.

Perchè non bisogna dimenticarlo mai: questa è la cifra stilistica imprenscindibile di John Landis. Solo che in questo film il regista fa qualcosa di più, perchè prende una storia vera e la demenzializza, per così dire (passatemi il termine, è per far passare il concetto).

In questo film quella vicenda reale, di cronaca nera, non dimentichiamolo, viene a suo modo smitizzata, per così dire, mostrandone tutto il grottesco, l'assurdità, rovesciandola, quindi, in qualche modo "abbassandola".

La demenzialità nel cinema di John Landis non è bassa, è "abbassante".

E non dimentichiamo forse l'aspetto più sordido di quella vicenda, cioè che i due William ,appunto, Burke e Hare trafugavano e in seguito uccidevano per fornire i cadaveri sui quali il chirurgo Robert Knox compiva le sue dissezioni durante le lezioni all'università di Edimburgo.

Il film, infatti, pone molto l'accento su questa dimensione (ineliminabile se si tratta la vicenda, ovviamente) ma comunque il regista secondo me calca molto la mano su questo aspetto.

E non è un caso: proprio perchè il film secondo me in filigrana può essere letto anche come una satira sociale, impeccabile, vigorosa, appuntita ed acutissima.

Perchè il film mostra bene anche il cinismo di Robert Knox, ma è ovvio che in "Burke e Hare" Robert Knox assurga anche a simbolo sociale, di una classe ben precisa, tra l'altro: la borghesia intellettuale accademica.

In definitiva Burke e Hare sono due spiantati, due poveracci, usati come pura e semplice manovalanza dal potente di turno.

E teniamo presente anche un altro elemento importantissimo, cioè il fatto che John Landis è un cinefilo e dissemina i suoi film di rimandi e citazioni, egli stesso ha dichiarato riguardo a quest'opera del 2010 che voleva far rivivere sullo schermo il tipico umorismo nero delle Commedie Ealing Inglesi (quelle degli anni Quaranta e Cinquanta)citando anche la coppia comica Laurel e Hardy dichiarando di aver voluto ricreare nel film la coppia comica un po' con le stesse dinamiche, ma "cattiva".

Questo aspetto a mio avviso non è assolutamente da sottovalutare, vale a dire tutta la rielaborazione teorica e cinefila che John Landis opera in questo film, ed è molto interessante il ribaltamento nero della coppia comica Laurel e Hardy.

Non dimentichiamo che la categoria del Comico, di per sè, sconfina o può facilmente sconfinare, talvolta, nella cattiveria.

Anzi, arrivo a dire di più: credo fermamente che in questo risiede il nucleo più intimo del film, la sua stessa ragion d'essere: proprio nel riportare cinefilicamente in vita una grandiosa tradizione cinematografica.

Perchè non dimentichiamolo: la Commedia Ealing era una forma cinematografica startificata, articolata, bizzarra, eccedente, talora eccessiva, e sempre corrosiva.

E comunque, al di là dei rimandi a Laurel e Hardy già basilarmente il regista riprende e ripropone l'archetipo comico del contrasto fisico fra i due attori protagonisti, Simon Pegg ed Andy Serkis.

E a pensarci bene anche in questo film assume un valore importante il corpo. La dimensione corporea, non dimentichiamolo, è centrale e fondante ovviamente per il Comico ma anche per tutta una tendenza dell'Horror e mi sto riferendo ovviamente al Body Horror.

In questo film John Landis privilegia la dimensione corporea, la fisicità del corpo, ma ponendo tutto in una dimensione liminale, di confine, fra la Commedia con virate comiche e l'Horror,

Quindi, per concludere, io credo, alla luce di questo che il regista con questo film ha davvero compiuto un'operazione cinematografica sofisticata ed articolata.


 
 
 

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